Gli Alani di San Filippo

Il primo alano arrivò a casa nel 1970, era un maschio arlecchino e si chiamava Sansone Del Leone Stellato. Ero una bambina che aveva la fortuna di vivere ogni giorno le sue grandi passioni; cani e cavalli. Ma il mio più grande desiderio era avere un alano arlecchino. Avevo desiderato quel gigante con tutta me stessa, avevo visto la foto di un arlecchino in un libro qualche anno prima, e da quel momento era diventato il sogno da realizzare. Mi ci volle un po’ di tempo per convincere la mamma che 80 chili di cane in casa non avrebbero creato problemi e finalmente, in una calda giornata di luglio, arrivò LUI: Sansone.

Gli alani, in quegli anni, erano assai poco allevati e ancor meno diffusi, e certo non avevo avuto occasione di ammirarne molti, solo alcuni alle esposizioni canine. Ero attratta dalla razza per la sua statuaria eleganza e imponente fierezza e quando Sansone scese dall’auto di papà, restai per un attimo interdetta, quel grosso cucciolo era sproporzionato, con piedoni e testa grande, su un corpo disarmonico, con un’andatura dinoccolata, ma gli occhioni dolci mi conquistarono al primo sguardo. Nel giro di pochi giorni, ma potrei dire ore, fu chiaro a tutti che la bellezza dell’alano non è nulla in confronto al suo carattere, alla sua intelligenza, alla sua capacità di apprendimento. Cominciò così un’avventura bellissima che ha in qualche modo deciso tutta la mia vita, che mi ha fatto compiere le scelte fondamentali che ancora oggi guidano le mie giornate. Sansone cresceva ad una velocità strepitosa e, mese dopo mese, acquistava distinzione e potenza, ma soprattutto il temperamento che fanno dell’alano una razza unica e inimitabile. E’ stato da subito il mio miglior compagno di giochi e la mia incorruttibile guardia del corpo, allegro, socievole e al contempo guardiano sicuro ed equilibrato. Ad un anno di età partecipò alla sua prima esposizione dimostrandosi, anche in questo campo, un fuori classe. A due anni aveva già ottenuto il titolo di Campione Italiano di Bellezza, senza essere mai stato battuto. Sansone ha vissuto con me per 9 anni, se ne andò per un male incurabile e fu l’unico vero dispiacere che mi diede in tutta la sua vita. Ancora oggi non posso pensare a lui senza un groppo in gola, ma con la gioia di chi ha avuto la fortuna di avere un amico tanto prezioso e non esagero dicendo un maestro di vita ineguagliabile.

Naturalmente sarebbe stato impossibile non avere un alano in casa così, pochi mesi dopo la scomparsa di Sansone, arrivò Peter de l’Aygues River, ovviamente anche lui arlecchino. Andammo a prenderlo in un prestigioso allevamento francese, figlio di importanti campioni, perché ormai le esposizioni di bellezza facevano parte della mia vita. Peter aveva un carattere diverso da Sansone, eppure uguale, perché le caratteristiche principali del temperamento dell’alano sono assolutamente costanti. Naturalmente io non ero più una bambina e Peter è stato soprattutto il mio compagno di studi, anzi mi ascoltava paziente mentre preparavo i miei esami universitari e io ero solita dire che avrebbe potuto laurearsi in Medicina Veterinaria prima e meglio di me. Peter è stato un compagno meraviglioso e un grande campione: fu il primo alano in Italia ad aggiudicarsi il titolo di Giovane Promessa Enci e il titolo di Campione Riproduttore, vinse in classe Giovani all’esposizione Mondiale del 1980, e fu Campione Italiano e Sociale. La grande fortuna fu che oltre ad essere un magnifico compagno e Campione, su anche uno straordinario riproduttore e il suo apporto è stato fondamentale nel miglioramento della razza nel nostro Paese, oltre ad essere, ovviamente, il capostipite del nostro allevamento. Così ai setter di San Filippo, si affiancarono gli alani, sempre pochi, tenuti solo in casa e sempre quali compagni di vita, esposti con successo alle esposizioni, allevati in piccolissimi numeri, ma con ferrei criteri di selezione, alla ricerca di carattere, salute e bellezza propri della razza e ideali per la convivenza con l’uomo.

 

 
 

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